SCOPRI SE LA TUA ATTIVITÀ’ PUÒ’ RICEVERE LE MISURE DI SOSTEGNO DEL DECRETO CURAITALIA PER AFFRONTARE L’EMERGENZA CORONAVIRUS

Il decreto “curaitalia” pubblicato il 17 marzo prevede numerose forme di sostegno alle imprese e ai lavoratori per superare questo difficile momento.

Scopriamole insieme.

MISURE CHE RIGUARDANO I LAVORATORI

  1. POSSO METTERE I DIPENDENTI DELLA MIA AZIENDA IN CASSA INTEGRAZIONE?

Sì, nel decreto sono previste 3 misure in tale ambito, ossia:

  1. Cassa integrazione ordinaria, conteggiata oltre i limiti di legge, anche per le aziende che già stanno utilizzando tali ammortizzatori;
  2. Fondo di integrazione salariale rafforzato, in caso di aziende con più di 5 dipendenti
  3.  Cassa integrazione in deroga, in caso di aziende che non siano ricomprese nelle misure suindicate, senza limitazioni di dipendenti

Il periodo massimo di utilizzo è di 9 settimane e sono state semplificate le modalità di accesso

Quindi, andando con ordine:

  • nuova cassa integrazione ordinaria per le aziende che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per l’emergenza COVID-19, le quali potranno presentare domanda di trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per il periodo 23 febbraio 2020 – agosto 2020 per il personale assunto al 23 febbraio 2020, anche privo del requisito dei 90 giorni di anzianità aziendale;
  • cassa integrazione ordinaria in sostituzione della straordinaria per le aziende che alla data del 23 febbraio 2020 avevano in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, le quali potranno quindi presentare domanda di concessione del trattamento ordinario che sospende e sostituisce il trattamento di integrazione straordinario già in corso;

Cassa integrazione ordinaria con causale “COVID-19 nazionale”

Chi può fare domanda

✓ imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell’energia, acqua e gas;

✓ cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative similari a quella degli operai delle imprese industriali, ad eccezione delle cooperative elencate dal Decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602;

✓ imprese dell’industria boschiva, forestale e del tabacco;

✓ cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato;

✓ imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e di sviluppo e stampa di pellicola cinematografica;

✓ imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi;

✓ imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato;

✓ imprese addette agli impianti elettrici e telefonici;

✓ imprese addette all’armamento ferroviario;

✓ imprese industriali degli enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprietà pubblica;

✓ imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini;

✓ imprese industriali esercenti l’attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo;

✓ imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono tale attività di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione distinte dalla attività di escavazione.

Come fare domanda

o La domanda può essere presentata, con le consuete modalità, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020 e per una durata massima di 9 settimane, utilizzando la nuova causale denominata “COVID-19 nazionale”.

o Le aziende non devono fornire alcuna prova in ordine alla transitorietà dell’evento e alla ripresa dell’attività lavorativa né, tantomeno, dimostrare la sussistenza del requisito di non imputabilità dell’evento stesso all’imprenditore o ai lavoratori. Conseguentemente, l’azienda non dovrà redigere e presentare in allegato alla domanda la relazione tecnica, ma solo l’elenco dei lavoratori beneficiari.

o Le aziende possono chiedere l’integrazione salariale per “Emergenza COVID-19 nazionale” anche se hanno già presentato una domanda o hanno in corso un’autorizzazione con un’altra causale. Il periodo concesso con causale “Emergenza COVID-19 nazionale”, infatti, prevarrà sulla precedente autorizzazione o sulla precedente domanda non ancora definita. Queste ultime saranno annullate d’ufficio per i periodi corrispondenti.

Le novità dell’istruttoria

Sono previste numerose agevolazioni per favorire la massima fruizione delle integrazioni salariali.

o Non è dovuto il pagamento del contributo addizionale.

o Non si tiene conto dei seguenti limiti:

  • limite delle 52 settimane nel biennio mobile;
  • limite dei 24 mesi (30 per le imprese del settore edilizia e lapideo) nel quinquennio mobile;
  • limite di 1/3 delle ore lavorabili.

o I periodi autorizzati sono neutralizzati in caso di successive richieste.

o Non occorre che i lavoratori siano in possesso del requisito dell’anzianità di 90 giorni di effettivo lavoro, ma è solo sufficiente che siano alle dipendenze dell’azienda richiedente alla data del 23 febbraio 2020.

o Il termine di presentazione delle domande è individuato alla fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Aziende in CIGS

o Le imprese che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono sospendere il programma di CIGS e accedere alla CIGO, qualora rientrino tra le categorie di imprese assicurate anche alle integrazioni salariali ordinarie.

o La cassa integrazione ordinaria concessa in tali fattispecie si avvarrà delle stesse agevolazioni previste per la CIGO richiesta in via diretta.

o Le aziende che, in ragione del settore di appartenenza, non possono accedere alle integrazioni salariali ordinarie, possono richiedere, in luogo della CIGO, la cassa integrazione in deroga.

Erogazione della prestazione

Oltre all’ordinaria modalità di erogazione delle prestazioni tramite conguaglio su UNIEMENS, sarà possibile autorizzare il pagamento diretto al lavoratore, senza che il datore di lavoro debba comprovare le difficoltà finanziarie dell’impresa.

  • fondo integrazione salariale, mediante un assegno ordinario in sostituzione di trattamenti di assegni di solidarietà per le aziende iscritte al Fondo di integrazione salariale e che alla data del 23 febbraio 2020 avevano in corso un assegno di solidarietà; la concessione dell’assegno ordinario sospende e sostituisce l’assegno di solidarietà già in corso;

Si tratta di una prestazione di integrazione salariale erogata, nei casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione dei Fondi di solidarietà e del Fondo di integrazione salariale.

Beneficiari

✓ Per il Fondo di integrazione salariale (FIS):

  • lavoratori dipendenti, compresi i lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante e con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio, impiegati presso datori di lavoro che occupano più di cinque dipendenti;
  • i datori di lavoro che hanno in corso un assegno di solidarietà possono accedere al trattamento anche per gli stessi lavoratori già beneficiari dell’assegno di solidarietà, a copertura delle ore di lavoro residue che non possono essere prestate per sospensione totale dell’attività.

✓ Per i Fondi di solidarietà di settore:

  • lavoratori dipendenti, compresi i lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante, esclusi i dirigenti, se non diversamente specificato dai regolamenti dei rispettivi fondi.

Le novità dell’istruttoria

Al fine di garantire un più agevole accesso alla prestazione e favorirne la massima fruizione, è stata introdotta una disciplina semplificata, che si sintetizza di seguito:

o non è dovuto il pagamento del contributo addizionale;

o non si tiene conto del tetto contributivo aziendale;

o non si tiene conto dei seguenti limiti:

– limite delle 52 settimane nel biennio mobile o delle 26 settimane nel biennio mobile per il Fondo di integrazione salariale (FIS);

– limite dei 24 mesi nel quinquennio mobile;

– limite di 1/3 delle ore lavorabili.

o I periodi autorizzati sono neutralizzati in caso di successive richieste;

o non occorre che i lavoratori siano in possesso del requisito dell’anzianità di 90 giorni di effettivo lavoro, ma è solo sufficiente che siano alle dipendenze dell’azienda richiedente alla data del 23 febbraio 2020;

o il termine di presentazione delle domande è individuato alla fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Come fare domanda

o In deroga alla disciplina ordinaria, la domanda potrà essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

o La domanda deve essere presentata dal datore di lavoro esclusivamente on line sul sito http://www.inps.it, avvalendosi dei servizi per “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, opzione “CIG e Fondi di solidarietà”, selezionando la causale “Emergenza COVID-19 nazionale”.

o Alla domanda non dovrà essere allegata la scheda causale, né ogni altra documentazione probatoria.

o Nei casi in cui l’accesso alla prestazione di assegno ordinario sia subordinato al preventivo espletamento delle procedure sindacali con obbligo di accordo aziendale, ai fini dell’accoglimento dell’istanza, sarà ritenuto valido anche un accordo stipulato in data successiva alla domanda.

o Le aziende potranno chiedere l’integrazione salariale per “Emergenza COVID-19 nazionale” anche se hanno già presentato una domanda o hanno in corso un’autorizzazione con altra causale. Il periodo concesso con causale “Emergenza COVID-19 nazionale”, infatti, prevarrà sulla precedente autorizzazione o sulla precedente domanda non ancora definita. Queste ultime saranno annullate d’ufficio per i periodi corrispondenti.

o Per i fondi di solidarietà alternativi (artigianato e somministrazione), la domanda dovrà essere presentata direttamente al fondo di appartenenza e non all’INPS.

Modalità di accesso

o Per le aziende iscritte al Fondo di integrazione salariale l’accesso avviene nei limiti delle risorse pubbliche stanziate dal decreto, senza l’applicazione di alcun tetto aziendale.

Modalità di pagamento

o Oltre all’ordinaria modalità di erogazione della prestazione tramite conguaglio su UNIEMENS, sarà possibile autorizzare il pagamento diretto al lavoratore, senza che il datore di lavoro debba comprovare le difficoltà finanziarie dell’impresa.

  • Cassa integrazione in deroga: le Regioni e Province autonome potranno riconoscere per le aziende private di tutti i settori non coperti dalle disposizioni di sostegno al reddito precedenti, tranne il lavoro domestico, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro previo accordo sindacale che può essere concluso anche in via telematica. L’accordo non è richiesto per le aziende che occupano meno di 5 dipendenti.

Beneficiari

Il Decreto Cura Italia riconosce trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga con le seguenti caratteristiche:

o per un periodo non superiore a nove settimane;

o a tutti i datori di lavoro del settore privato, compresi quello agricolo, pesca e del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti;

o sono esclusi i datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione della CIGO, del FIS o dei Fondi di solidarietà;

Soggetti esclusi

o Datori di lavoro domestico.

o Datori di lavoro che possono accedere alla CIGO o alle prestazioni garantite dal FIS e dai Fondi di solidarietà.

o Lavoratori assunti dopo il 23 febbraio 2020.

La prestazione è aggiuntiva rispetto alle disposizioni già adottate per i trattamenti in deroga concessi alle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, e per la cosiddetta “zona rossa”.

La prestazione

o Ai beneficiari è riconosciuto il trattamento d’integrazione salariale, la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori (ANF).

o Limitatamente ai lavoratori del settore agricolo, per le ore di fruizione di CIGD, nei limiti previsti, il trattamento è equiparato a “lavoro” ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola.

Requisiti

o Per i datori di lavoro con più di 5 dipendenti è necessario l’accordo sindacale, concluso anche in via telematica, con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale relativamente alla durata della sospensione del rapporto di lavoro.

o Per datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti, non è necessario l’accordo sindacale, neanche concluso in via telematica.

Ai fini del riconoscimento del trattamento non si applicano:

o le disposizioni relative al requisito dell’anzianità di effettivo lavoro;

o il contributo addizionale;

o la riduzione in percentuale della relativa misura in caso di proroghe dei trattamenti di cassa integrazione in deroga.

Come fare domanda

La prestazione è concessa con decreto delle Regioni e delle Province autonome interessate, le quali provvedono anche alla verifica della sussistenza dei requisiti di legge.

Le domande di accesso alla prestazione in parola devono essere presentate esclusivamente alle Regioni e Province autonome interessate, che effettueranno l’istruttoria secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse.

Le Regioni inviano all’Istituto, in modalità telematica tramite il Sistema Informativo dei Percettori (SIP), attraverso l’utilizzo del cosiddetto “Flusso B”:

o il decreto di concessione, individuato con numero di decreto convenzionale “33193”;

o la lista dei beneficiari.

Modalità di pagamento

o Esclusivamente pagamento diretto.

o Il datore di lavoro dovrà inoltrare il modello “SR 41”.

  • I MIEI DIPENDENTI POSSONO CHIEDERE CONGEDI FAMILIARI STRAORDINARI?

Sì, nel decreto viene concesso un congedo straordinario fino a quindici giorni, per i genitori (anche adottivi e affidatari) con figli di età non superiore ai 12 anni (il limite di età non si applica in presenza di figli con disabilità in situazione di gravità), purchè siano:

  • lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato, per i quali è prevista una indennità pari al 50% della retribuzione;
  • Collaboratori iscritti alla Gestione separata INPS, per i quali è prevista una indennità pari al 50% di 1 /365 del reddito individuato per determinare l’indennità di maternità
  • Lavoratori autonomi iscritti all’Inps, per i quali l’indennità sarà pari al 50% della retribuzione convenzionalestabilita per il 2020

Esclusi saranno i nuclei familiari che beneficiano già di altri strumenti di sostegno o in cui uno dei genitori lavora in smart working oppure non lavori.

Entrambi i genitori possono alternativamente fruirne

Per tutto il periodo di sospensione delle scuole, i lavoratori dipendenti che abbiano figli tra i 12 e i 16 anni potranno astenersi dal lavoro, senza indennità né contribuzioni, senza possibilità di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

In alternativa a queste misure, i medesimi lavoratori possonorichiedere un bonus per servizi di baby-sitting nel limite massimo di 600 euro.

I lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, che siano:

  • medici
  • infermieri
  • tecnici di laboratorio biomedico
  • tecnici di radiologia medica
  • operatori sociosanitari

che stanno combattendo in prima linea in questa emergenza, hanno diritto al bonus baby sitting fino a € 1.000,00

I permessi retribuiti ai sensi della legge 104/92 sono estesi per ulteriori 12 giorni da utilizzare nei mesi di marzo e aprile 2020

  • COME POSSO GESTIRE I MIEI DIPENDENTI CHE VANNO IN QUARANTENA?

I periodi di quarantena, per i quali sia prevista la sorveglianza attiva o la permanenza domiciliare fiduciaria, vengono equiparati alla malattia ai fini del trattamento economico e non si computano nel periodo di comporto.

Il certificato di malattia dovrà indicare gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena.

Sono considerati validi i certificati di malattia trasmessi, prima dell’entrata in vigore del decreto, anche in assenza del provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

Gli oneri a carico del datore di lavoro, che presentano domanda all’ente previdenziale, e degli altri Istituti previdenziali connessi sono posti a carico dello Stato nel limite massimo di spesa di 130 milioni di euro per l’anno 2020 e, qualora venga raggiunto tale limite, non verranno accettate altre domande.

Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID-19, il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

  • POSSO FAR LAVORARE I MIEI DIPENDENTI IN SMART WORKING?

Assolutamente sì, anzi tale modalità di lavoro è incentivata, in quanto previene la diffusione del contagio.

Tuttavia bisogna fare attenzione, in quanto bisognerà dare la priorità alle domande presentate da:

  • Lavoratori dipendenti in condizione di disabilità
  • Lavoratori che abbiano un familiare in condizione di disabilità
  • Lavoratori del settore privato che siano affetti da gravi patologie con ridotta capacità lavorativa.
  • POSSO LICENZIARE DEI DIPENDENTI IN QUESTO MOMENTO DI EMERGENZA?

No, dal 17 marzo 2020 non possono essere avviate le procedure   di mobilità e di licenziamento collettivo per 60 giorni.

Inoltre, sino allo scadere dei 60 giorni il datore di lavoro non potrà nemmeno recedere per giustificato motivo oggettivo.

  • PER I LAVORATORI CHE PROSEGUONO IL LAVORO ANCHE DURANTE QUESTA EMERGENZA SONO PREVISTI DEI PREMI SPECIALI?

Sì, è previsto un premio ai lavoratori dipendenti, con un reddito complessivo da lavoro dipendente nell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro, un premio, per il mese di marzo 2020, pari a 100 Euro.

Il premio non concorre alla formazione del reddito ed è ragguagliato al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel mese di marzo.

Il premio è riconosciuto in via automatica dal datore di lavoro, che lo eroga a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile, e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno. I sostituti di imposta recuperano il premio erogato attraverso l’istituto della compensazione, di cui all’art.17 del decreto legislativo n. 241 del 1997.

MISURE FINANZIARIE

  • POSSO ACCEDERE AL FONDO CENTRALE DI GARANZIA PER GARANTIRE I FINANZIAMENTI DELLA MIA ATTIVITÀ?

Sì, e sono state previste particolari agevolazioni per accedere a tale fondo per i 9 mesi successivi alla data di entrata in vigore del decreto, 17 marzo 2020

Le agevolazioni sono:

  • Concessione della garanzia a titolo gratuito;
  • 5 milioni di € di importo massimo garantito per ogni impresa;
  • Percentuale massima di garanzia elevata all’80% come garanzia diretta o fino al 90% come riassicurazione o controgaranzia e per un importo massimo garantito per singola impresa di 1.500.000 euro;
  • Sono ammesse alla garanzia anche le operazioni di rinegoziazione del debito, purchè venga concessa nuova finanza pari almeno al 10% del debito residuo;
  • La garanzia viene allungata automaticamente in caso di moratoria o sospensione del finanziamento causa emergenza coronavirus;
  • Le commissioni per mancato perfezionamento sono state eliminate;
  • Si potrà cumulare la garanzia del fondo con altre garanzie;
  • Vengono prorogate per 3 mesi tutti i termini per gli adempimenti amministrativi relativi alle operazioni assistite dalla garanzia.
  • SONO PRESENTI DELLE MISURE DI SOSTEGNO FINANZIARIO PER LA MIA IMPRESA?

Il decreto modifica l’art. 44 bis del decreto crescita, così da prevedere che, nel caso in cui una società ceda a titolo oneroso, entro la fine del 2020, dei crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori inadempienti  (si ha inadempimento quando il mancato pagamento si protrae per oltre novanta giorni dalla data in cui era dovuto ) può trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate riferite ai seguenti componenti:

  • perdite fiscali non ancora computate in diminuzione del reddito imponibile, alla data della cessione;
  • importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto [1]  non ancora dedotto né fruito tramite credito d’imposta alla data della cessione.
  • Ai fini del presente articolo, i crediti ceduti possono essere considerati per un valore nominale massimo pari a 2 miliardi di euro, determinato tenendo conto di tutte le cessioni effettuate entro il 31 dicembre 2020 dalle società tra loro legate da rapporti di controllo e dalle società controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto.
  • Le attività per imposte anticipate riferibili ai componenti di cui sopra possono essere trasformate in credito d’imposta anche se non iscritte in bilancio.

I crediti d’imposta derivanti dalla trasformazione possono:

  • essere utilizzati, senza limiti di importo, in compensazione;
  • essere ceduti secondo quanto previsto dall’articolo 43-bis o dall’articolo 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;
  • essere chiesti a rimborso.

I crediti d’imposta vanno indicati nella dichiarazione dei redditi e non concorrono alla formazione del reddito di impresa né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

La trasformazione delle attività per imposte anticipate in crediti d’imposta è condizionata all’esercizio, da parte della società cedente, dell’opzione di cui all’articolo 11, comma 1, del DL 59/2016.

Le disposizioni non si applicano:

  • alle società per le quali sia stato accertato lo stato di dissesto o il rischio di dissesto o lo stato di insolvenza;
  • alle cessioni di crediti tra società che sono tra loro legate da rapporti di controllo ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile e alle società controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto

Un’altra misura di sostegno finanziario alle piccole e medie imprese in difficoltà a causa dell’epidemia di coronavirus, che alla data di entrata in vigore del decreto avevano ottenuto prestiti o linee di credito da banche o altri intermediari finanziari, è una moratoria straordinaria, facendone richiesta alla banca o altro intermediario finanziario creditore.

In particolare si prevede che:

  • le linee di credito accordate “sino a revoca” e i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti non possano essere revocati fino alla data del 30 settembre 2020;
  • la restituzione dei prestiti non rateali con scadenza anteriore al 30 settembre 2020 sia rinviata fino alla stessa data alle stesse condizioni;
  • il pagamento delle rate di prestiti con scadenza anteriore al 30 settembre 2020 sia riscadenzato sulla base degli accordi tra le parti o, in ogni caso, sospeso almeno fino al 30 settembre 2020.

Al fine di dimostrare di aver subito degli effetti negativi dall’epidemia, le imprese sono tenute ad autocertificare una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia.

MISURE FISCALI E TRIBUTARIE

  • LA MIA ATTIVITÀ OPERA NEL SETTORE TURISTICO-ALBERGHIERO, HANNO PREVISTO PARTICOLARI MISURE PER QUESTA CATEGORIA PARTICOLARMENTE COLPITA DALL’EMERGENZA?

Sì, già il decreto 9/2020 aveva previsto misure di sostegno al settore turistico-alberghiero, in particolare alle imprese turistico-ricettive,  alle  agenzie  di  viaggio  e turismo e ai tour operator, che hanno il domicilio  fiscale,  la  sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato.

In particolare è confermata la sospensione fino  al  30 aprile 2020 dei termini relativi:

  • ai versamenti delle ritenute alla fonte, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
  • agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali   e   assistenziali   e   dei   premi   per l’assicurazione obbligatoria.

E’ stato previsto inoltre che:

  • tali versamenti sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020;
  •  non si farà luogo al rimborso delle ritenute, dei contributi previdenziali nonché assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già versati.

Oggetto: Ritenute, contributi previdenziali e assistenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria, Imposta sul valore aggiunto(versamenti iva che scadono a marzo 2020)

Ripresa: Ripresa versamenti, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o  mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari  importo a decorrere dal mese di maggio 2020. (per associazioni sportive entro il 30 giugno o rateazione in 5 rate mensili da  giugno 2020)

  1. LA SOSPENSIONE È PREVISTA ANCHE PER ALTRE CATEGORIE DI ATTIVITÀ?

Sì, il Decreto allarga la sospensione dei versamenti delle ritenute alla fonte, e degli adempimenti e versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, ad altre categorie di soggetti, specificatamente elencate:

  1. federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, nonché soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori;
  2. soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, ivi compresi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, nonché discoteche, sale da ballo, night-club, sale gioco e biliardi;
  3. soggetti che gestiscono ricevitorie del lotto, lotterie, scommesse, ivi compresa la gestione di macchine e apparecchi correlati;
  4. soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi, ivi compresi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso; 
  5. soggetti che gestiscono attività di ristorazione, gelaterie, pasticcerie, bar e pub;
  6. soggetti che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici e attrazioni simili, nonché orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali;
  7. soggetti che gestiscono asili nido e servizi di assistenza diurna per minori disabili, servizi educativi per l’infanzia e servizi didattici di primo e secondo grado, scuole di vela, di navigazione, di volo, che rilasciano brevetti o patenti commerciali, scuole di guida professionale per autisti;
  8. soggetti che svolgono attività di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili;
  9. aziende termali di cui alla legge 24 ottobre 2000, n. 323, e centri per il benessere fisico;
  10. soggetti che gestiscono parchi divertimento o parchi tematici;
  11. soggetti che gestiscono stazioni di autobus, ferroviarie, metropolitane, marittime o aeroportuali;
  12. soggetti che gestiscono servizi di trasporto passeggeri terrestre, aereo, marittimo fluviale, lacuale e lagunare, ivi compresa la gestione di funicolari, funivie, cabinovie, seggiovie e ski-lift;
  13. soggetti che gestiscono servizi di noleggio di mezzi di trasporto terrestre, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare;
  14. soggetti che gestiscono servizi di noleggio di attrezzature sportive e ricreative ovvero di strutture e attrezzature per manifestazioni e spettacoli;
  15. soggetti che svolgono attività di guida e assistenza turistica;
  16. organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte negli appositi registri, organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome, associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano, che esercitano, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale previste dall’articolo 5, comma 1 del D.lgs. 117/2017.

Inoltre Il Decreto sospende i versamenti relativi all’IVA in scadenza nel mese di marzo, sia per le imprese turistico recettive, le agenzie di viaggio e turismo ed i tour operator, sia per i soggetti elencati nella tabella sopra esposta.

Alla ripresa della riscossione, i versamenti sospesi devono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi – oltre che in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020– anche mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. Non è previsto il rimborso di quanto già versato.

Le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, per le quali il Decreto ha previsto la sospensione del versamento delle ritenute alla fonte, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, hanno inoltre le seguenti agevolazioni:

  • possono non procedere, fino al 31.05.2020 al versamento delle ritenute alla fonte operate, in qualità di sostituti di imposta, nei confronti dei lavoratori dipendenti, ai sensi degli articoli 23 e 24 del DPR 600/73, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria;
  • i versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in unica soluzione entro il 30.06.2020 o anche mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere da giugno 2020;
  • non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.
  1. GLI ADEMPIMENTI TRIBUTARI E FISCALI VENGONO SOSPESI?

Sì, il Decreto sospende gli adempimenti tributari che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato. Tali adempimenti saranno effettuati entro il 30.06.2020 senza applicazione di sanzioni.

Inoltre, per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione aventi domicilio fiscale, la sede legale o operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente Decreto (2019), sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020 relativi:

  • alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato (artt. 23 e 24 del DPR 600/1973), alle trattenute dell’addizionale regionale e comunale che tali soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
  • all’Iva;
  • ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o operativa nelle Province di Bergamo, Cremona, Lodi, Piacenza, la sospensione del versamento Iva si applica a prescindere dal volume dei ricavi o compensi percepiti.

I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni o interessi, un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

Per i soggettiche hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei comuni della c.d. “zona rossa”, ossia Bertonico, Fombio, Casalpusterlengo, Maleo, Castelgerundo, San Fiorano, Castiglione d’Adda, Somaglia, Codogno, Terranova dei Passerini, Vò, continuano ad applicarsi le disposizioni del precedente decreto MEF del 24.02.2020, quindi lasospensione dei versamenti e adempimenti tributari, scadenti nel periodo compreso tra il 21 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020.

Altra misura prevista dal decreto è quella per i soggetti con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio dello Stato, di più ridotte dimensioni, ossia con ricavi o compensi non superiori a 400.000 €, nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto (2019). Per tali soggetti i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del presente Decreto (quindi dal 17.03.2020) e il 31 marzo 2020 non sono assoggettati alle ritenute d’acconto, da parte del sostituto d’imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

I contribuenti che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della presente disposizione e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto:

  •  in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020;
  • o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020,

senza applicazione di sanzioni e interessi.

  1. LE SPESE PER SANIFICARE GLI AMBIENTI DI LAVORO SONO MOLTO INGENTI, È PREVISTO UN RIMBORSO?

Sì, il Decreto, per i soggetti esercentiattività d’impresa, arte o professione, prevede uncredito d’impostanella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, sostenute e documentate, fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite massimo di 50 milioni di Euro per l’anno 2020.

Le disposizioni applicative saranno stabilite con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente Decreto.

  1. HO UNA PICCOLA ATTIVITÀ, BOTTEGA O NEGOZIO. AVREMO DELLE AGEVOLAZIONI?

Sì, il Decreto prevede per i soggetti esercenti attività d’impresa, per l’anno 2020, un credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione, nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020 di immobili rientranti nella categoria catastale C/1 (cioè negozi e botteghe).

Questo agevolazione non si applica alle attività che sono state identificate come essenziali, tra cui farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari di prima necessità, di cui agli allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020.

  1. HO RICEVUTO LA NOTIFICA DI UN AVVISO D’ACCERTAMENTO, DI UNA CARTELLE DI PAGAMENTO O ALTRO ATTO TRIBUTARIO. DEVO PAGARLO ANCHE IN QUESTO MOMENTO DIFFICILE?

Fortunatamente il decreto ha previsto, per le entrate tributarie e non tributarie, una sospensione dei termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, derivanti da:

  • cartelle di pagamentoemesse dagli agenti della riscossione;
  • avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate;
  • avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali e assicurativi;
  • atti di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli;
  • nuovi atti esecutivi da parte degli enti territoriali.

Però i versamenti sospesi devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, quindi entro il 30.06.2020. Non si procede al rimborso di quanto già versato.

Per chi ha in corso pagamenti rateali derivanti da rottamazione ter il termine di versamento, previsto per il 28.2, è differito al 31.05.2020, così come quello previsto per il 31.03 relativo al c.d. “saldo e stralcio”.

  1. LA MIA ATTIVITÀ OPERA NEL SETTORE DEI GIOCHI ED È SOGGETTA A PRELIEVO ERARIALE. DEVO PAGARE ANCHE IN QUESTO MOMENTO DIFFICILE?

Il decreto prevede che i termini per il versamento del prelievo erariale unico sugli apparecchi e del canone concessorio in scadenza entro il 30 aprile 2020 sono prorogati al 29 maggio 2020.

Le somme dovute potranno essere versate con rate mensili di pari importo, con debenza degli interessi legali calcolati giorno per giorno. La prima rata dovrà essere versata entro il 29 maggio e le successive entro l’ultimo giorno del mese; l’ultima rata dovrà essere versata entro il 18 dicembre 2020.

Non è dovuto il pagamento dei canoni concessori previsti per la proroga delle concessioni del gioco del Bingo per i periodi di sospensione dell’attività, disposti in relazione all’emergenza sanitaria in atto.

È inoltre prorogata di sei mesi la scadenza dei termini previsti per l’indizione delle gare delle Scommesse e del Bingo, della gara per gli apparecchi da intrattenimento e dell’entrata in vigore del Registro Unico del gioco, nonchè l’entrata a regime degli apparecchi con controllo da remoto.

MISURE VARIE

  1. LA MIA AZIENDA OPERA SUI MERCATI ESTERI E L’EMERGENZA CORONAVIRUS HA COMPORTATO DEGLI INADEMPIMENTI CONTRATTUALI. SONO PREVISTI AIUTI NEL MIO CASO?

Sì, il decreto ha istituito un “Fondo per la promozione integrata” al fine di finanziare alcune iniziative tra cui la compensazione finanziaria pari a quanto eventualmente corrisposto da imprese nazionali in conseguenza dell’applicazione di eventuali penali connesse a ritardati o omessi adempimenti, nei confronti di committenti esteri, determinati dal rispetto delle misure di contenimento degli effetti dell’emergenza.

  1. LA MIA AZIENDA OPERA NEL SETTORE AGRICOLO O DELLA PESCA. SONO PREVISTE MISURE?

Sì, il decreto aumenta dal 50 al 70 la percentuale degli anticipi spettanti alle imprese che hanno diritto di accedere ai contributi PAC.

  1. SONO UN OPERATORE DEL SETTORE SPETTACOLO, CINEMA E AUDIOVISIVO E CULTURA. SONO PREVISTE MISURE DI SOSTEGNO?

Sì, il decreto istituisce il Fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo, con una dotazione di 130 milioni di euro per l’anno 2020, e le cui modalità di ripartizione e assegnazione delle risorse verranno stabilite successivamente

Inoltre,  e prevista la destinazione di una quota pari al 10% dei compensi incassati dalla SIAE per “copia privata” al sostegno economico degli autori, degli artisti interpreti ed esecutori, e dei lavoratori autonomi nel settore della raccolta del diritto d’autore.

  1. A CAUSA DELL’EMERGENZA SANITARIA LA MIA AZIENDA HA AVUTO RITARDI O INADEMPIMENTI IN CONTRATTI PUBBLICI. QUALI CONSEGUENZE AVRÒ?

In questo caso, per ritardi o inadempimenti contrattuali derivanti dall’attuazione delle misure di contenimento e di anticipazione del prezzo in materia di contratti pubblici, viene escluso che tale rispetto delle misure di contenimento possa generare la responsabilità del debitore ai sensi degli artt. 1218 e 1223 c.c. nonché l’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti.

Inoltre, è consentita l’anticipazione del prezzo in favore dell’appaltatore anche nel caso di consegna in via d’urgenza, così da assicurare immediata liquidità alle imprese anche nel caso di consegna anticipata per velocizzare l’inizio della prestazione appaltata.

  • LA MIA AZIENDA OPERA NEL SETTORE DEL TRASPORTO MARITTIMO E TRASPORTO DI PUBBLICO DI PERSONE. SONO PREVISTE MISURE DI SOSTEGNO?

Sì, il decreto prevede la non applicazione della tassa di ancoraggio ed è sospeso il pagamento dei canoni portuali relativi al periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 luglio 2020.

Al pagamento dei canoni sospesi, da effettuarsi entro e non oltre il 31 dicembre 2020 anche mediante rateazione senza applicazione di interesse, si provvede secondo le modalità stabilite da ciascuna Autorità di Sistema Portuale.

I pagamenti dei diritti doganali, in scadenza tra il 17 marzo 2020 ed il 30 aprile 2020 sono differiti di ulteriori trenta giorni senza applicazione di interessi.

Inoltre è autorizzata fino al 31 ottobre 2020 la circolazione dei veicoli da sottoporre entro il 31 luglio 2020 alle attività di visita, prova e di revisione. 

  • IL SETTORE SPORTIVO VIENE AIUTATO NEL DECRETO?

Sì, per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le società e associazioni sportive, professionistiche e dilettantistiche, che hanno sede legale o domicilio fiscale o sede operativa in Italia, sono sospesi fino al 31 maggio 2020, i termini per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici.

I versamenti dovranno essere effettuati, senza l’applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.

  • LA MIA AZIENDA OPERA NEL SETTORE DELLA STAMPA. SONO PREVISTE MISURE DI SOSTEGNO?

Sì, dal decreto viene introdotto un regime straordinario di accesso al credito di imposta di cui all ‘articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017 n. 50, prevedendo che, per il 2020, il suddetto credito d’imposta sia concesso, alle stesse condizioni e ai medesimi soggetti già contemplati, nella misura unica del 30 per cento del valore degli investimenti effettuati (e non già entro il limite del 75 per cento dei soli investimenti incrementali).

Ai fini della concessione del credito d’imposta si applicano, le norme recate dal regolamento di cui al D.P.C.M 90/2018 e, per consentire alle imprese di poter accedere al nuovo regime fin dall’anno in corso, si dispone che per il 2020 la comunicazione telematica prevista, venga presentata dal 1° al 30 settembre del medesimo anno, con un differimento di sei mesi rispetto alla procedura vigente in via ordinaria, secondo le modalità già previste.

Restano valide le comunicazioni telematiche trasmesse nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 marzo 2020.

Il cd. Tax credit per le edicole viene modificato, incrementando da 2.000 a 4.000 euro l’importo massimo del credito di imposta fruibile da ciascun beneficiario, nonché ampliamento delle fattispecie di spesa compensabili con l’ammissione delle spese per i servizi di fornitura di energia elettrica, i servizi telefonici e di collegamento a Internet, nonché per i servizi di consegna a domicilio delle copie di giornali.

La misura viene inoltre estesa alle imprese di distribuzione della stampa che riforniscono giornali quotidiani e/o periodici a rivendite situate nei comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti e nei comuni con un solo punto vendita.

  • NELLA MIA AZIENDA CHE OPERA NEL SETTORE AGRICOLO NON ABBIAMO PIÙ DIPENDENTI DISPONIBILI; POSSO FAR LAVORARE I MIEI PARENTI?

Sì, il decreto estende dalquarto al sesto il grado di parentela o affinità entro il quale nel settore agricolo viene concessa la possibilità per un familiare o affine di svolgere delle prestazioni di lavoro, occasionalmente, a titolo di aiuto, senza la corresponsione di compensi. 

  • NON POTENDO LE PERSONE SPOSTARSI, COME PUÒ LA MIA SOCIETÀ SVOLGERE L’ASSEMBLEA PREVISTA?

Il decreto prevede che, in deroga agli artt. 2364 e 2478-bis c.c. o alle diverse disposizioni statutarie, l’assemblea ordinaria delle società potrà essere convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Con l’avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie le società di capitali potranno prevedere, anche in deroga alle disposizioni statutarie, l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione; le assemblee si potranno svolgere anche mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano:

  • l’identificazione dei partecipanti,
  • la loro partecipazione
  • e l’esercizio del diritto di voto,

senza in ogni caso la necessità che si trovino nel medesimo luogo, ove previsti, il presidente, il segretario o il notaio.

Le S.r.l. potranno consentire, anche in deroga al codice civile o alle disposizioni statutarie, che l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto.

Le S.p.A. quotate potranno designare il rappresentante previsto dall’articolo 135-undecies del TUF, anche in deroga allo statuto, per le assemblee ordinarie o straordinarie. Le stesse società potranno inoltre prevedere nell’avviso di convocazione che l’intervento in assemblea si svolga esclusivamente tramite il rappresentante designato al quale potranno essere conferite anche deleghe e/o sub-deleghe ai sensi dell’articolo 135-novies del TUF.

Le disposizioni si applicano alle assemblee convocate entro il 31 luglio 2020 oppure entro la data, se successiva, fino alla quale è in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale.  

  • SONO UN LAVORATORE DANNEGGIATO DALL’EMERGENZA CORONAVIRUS. NEL DECRETO SONO PREVISTE MISURE DI SOSTEGNO?

Sì, è prevista l’erogazione di indennità “per il mese di marzo” pari a 600 euro, che non concorrono alla formazione del reddito, erogate dall’Inps su domanda, per le seguenti categorie:

  • liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 ;
  • lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali;
  • lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della disposizione;
  • operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo;
  • lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 e reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione, a condizione che i lavoratori non siano titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020 (entrata in vigore del decreto).

Le indennità sopracitate non sono cumulabili. Inoltre tale indennità non è erogabile ai percettori di Reddito di Cittadinanza.

La stessa indennità di 600,00 € prevista per i titolari di partita Iva è riconosciuta, anche in relazione ai rapporti di collaborazione presso federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva o società e associazioni sportive dilettantistichegià in essere alla data del 28 febbraio 2020.

L’indennizzo che verrà riconosciuto non concorrerà alla formazione del reddito.

Le domande degli interessati, unitamente ai documenti comprovanti la preesistenza del rapporto di collaborazione e della mancata percezione di altro reddito da lavoro, dovranno essere presentate alla società Sport e Salute s.p.a. che, sulla base dell’elenco delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi, le esaminerà secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Le modalità di presentazione delle domande e i criteri di gestione del Fondo dovranno essere individuate con decreto del MEF, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.

Inoltre il decreto, per garantire a lavoratori dipendenti e autonomi, ivi inclusi i professionisti, con reddito da lavoro nel 2019 non superiore a 10.000,00 euro e che in conseguenza del COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o rapporto di lavoro, ha istituito un “Fondo per il reddito di ultima istanza” con limite di spesa di 300 milioni di euro per il 2020. Parte delle risorse potranno essere stanziate anche per il sostegno del reddito dei professionisti iscritti a casse di previdenza private.

Con decreto del Ministro del Lavoro, da emanare entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto legge (17.03.2020) verranno specificate le modalità di attribuzione.

Infine è previsto l’accesso al Fondo solidarietà mutui “prima casa”, cd. “Fondo Gasparrini” per i 9 mesi successivi al 17 marzo 2020, per i lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus.

Un futuro decreto del Ministro dell’economia e delle finanze disciplinerà le misure di attuazione.

L’intervento del Fondo è esteso anche alle ipotesi di sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno trenta giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close